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Franco Russo Istruttore ISA
Stand up Paddle

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La Stanchezza nel Kitesurf

Premessa

Spesso la Stanchezza può colpire persone che si impegnano su più fronti.
Oltre alle attività professionali e di relazione se si praticano altri sport durante la settimana, si arriva dunque in mare (sovente i Week End sono dedicati al Kitesurf) avendo già accumulato una sorta di spossatezza latente, in queste condizioni è molto facile finire in rosso.

Nel Kitesurf

In molti  sport, soprattutto quelli “terrestri”, quando si è esausti si smette e ci si riposa, magari belli seduti comodi ai bordi di una pista, sul un prato o in panchina, nel Kitesurf invece occorre farlo un po’ prima della stanchezza persistente e quindi pericolosa.
È assolutamente necessario il ritorno definitivo a riva quando ci si rende conto di aver esaurito al massimo il 75% delle nostre energie, lasciandosi così un po’ di riserva energetica per il ritorno, per poter affrontare l'ultimo percorso e gli eventuali imprevisti prima di essere stremati definitivamente.
Le conseguenze di un esaurimento delle forze in mezzo al mare o lago, magari con vento forte e con acqua mossa o fredda, sono immaginabili… impossibilita d’orientamento, crampi muscolari, perdita di concentrazione, fragilità e motiva in caso di problemi, panico e il tutto si centuplica nello sforzo in più di  ritornare a riva.
In questa fase, qualsiasi incidente/avaria o cambiamento delle condizioni meteo marine, potrebbe esserci fatale,  pericolosi per la nostra incolumità ed attrezzatura, a volte anche coinvolgendo gli altri kiters o chi sta a riva ad aspettarci o magari è lì come semplice spettatore.
Occorre sapere in anticipo, alla nostra amata session, delle nostre condizioni fisiche, del livello di sopportazione allo stress fisco, della nostra  preparazione sportiva (allenamento in palestra o similari), delle condimeteo che andremo ad affrontare, ed aver controllato bene tutto il nostro “Armamentario” prima di entrare in acqua.
Non  si vuol, ovviamente, fare del terrorismo psicologico, ma in realtà sono tutte cose che è indispensabile ben conoscere che però spesso vengono ignorate durante un corso di formazione di novello Kiter con la conseguenza che l'autodidatta, un po' avventuroso, rischia di mettersi in situazioni molto pericolose a sua insaputa.
Il mare come la montagna vanno conosciuti e rispettati se si vuole godere appieno delle emozioni stupende che possono offrire.

Consigli utili

Prima delle nostre amate uscite in mare occorre essere riposati ed energeticamente carichi.
Per i pasti il consiglio è di assumerli due/tre ore prima dell’impegno atletico: ciò assicura la completa digestione degli alimenti e la loro totale assimilazione con il conseguente apporto energetico utile per affrontare gli sforzi e i vari stress (freddo, caldo, fatica  ecc.) a cui andremo incontro senza significativi cali d’efficienza muscolare.
L’acqua è il mezzo grazie al quale si svolgono la maggior parte delle reazioni chimiche dell’organismo. Con la sudorazione e l’esposizione prolungata al sole si perdono liquidi e con essi i sali minerali presenti nell’organismo, dunque una/due ore prima è consigliabile  bere acqua o meglio ancora un reintegratore di sali minerali per poter ristabilire l’equilibrio idrosalino.
Al rientro dall’uscita in mare è bene reintegrare i liquidi persi durante tutto il tempo che si è stati in mare, preferibilmente assumendo bevande non ghiacciate bensì fresche e sorseggiate lentamente.
È vivamente sconsigliato bere alcolici prima di uscire in mare
perché rallentano i riflessi, influiscono negativamente sulla termoregolazione corporea e diminuiscono il senso critico.
Coprirsi bene prima, durante la preparazione dell’attrezzatura, per non disperdere energia ed inseguito indossare muta, licra e quant’altro per evitare il freddo in acqua.

Effettuare prima della session in mare del riscaldamento corporeo effettuando dello Stretching o una corsetta leggera (5 min) e/o degli esercizi a corpo libero.

Una normale preparazione da palestra poi consente di esercitare quei gruppi muscolari necessari al gesto atletico come gambe, braccia ed addominali, utili in caso di rientro forzato (avaria-stanchezza) e che ci danno quella giusta vigoria per affrontare frangenti e venti sostenuti.

 



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