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Franco Russo Istruttore ISA
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Dalla Germania un propulsore eolico per le navi

 

 
Il Kite applicato ad una nave

 

Carburante ecologico per le navi mercantili: il vento.

La società tedesca Skysails, del giovane ingegnere tedesco Stefan Wrage, ha brevettato, realizzato e già messo in commercio sistemi personalizzati di propulsione eolica per mezzi navali di qualsiasi stazza, un Kite, che  verrà applicato dal 2007 alle navi mercantili della Beluga Shipping, che permetteranno un risparmio di combustibile fino al 35 per cento e di conseguenza un considerevole decremento di sostanze inquinanti negli oceani. Si è calcolato che nell'arco di un anno, a seconda delle condizioni meteo, su un mercantile da 90 metri si trasformerebbe in un risparmio annuale di 280 mila euro.

Come funziona? L'azienda tedesca installa un gigantesco aquilone ancorato alla prua della nave, gestito da un sistema informatizzato in grado di calcolare in tempo reale le rotte più adatte in base all'intensità e alla direzione dei venti. Il risparmio dichiarato dalla Skysails ammonta a ben due terzi della spesa richiesta per la navigazione tramite carburanti convenzionali.

L'avveniristico sistema ha prezzi che vanno dai 380mila euro agli oltre 3 milioni per gli aquiloni più grandi. Dal punto di vista ambientale il propulsore eolico permette teoricamente di utilizzare del motore (e quindi di inquinare) soltanto in fase di partenza e attracco.

Il propulsore eolico non è quindi fantascienza, anche perché la Skysails ha già firmato un contratto con la compagnia di navigazione Beluga di Brema (Germania) ma prevede di vendere almeno 300 dei suoi aquiloni entro cinque anni.

 

Un po’ di storia

Da quando nel XIX secolo comparvero i primi bastimenti a vapore, le vele sono state consegnate alla storia. Ci fu solo un tentativo di riutilizzarle a fini commerciali, negli anni Settanta, subito dopo lo «choc petrolifero»: ma gli ingegneri giapponesi e danesi alzarono bandiera bianca di fronte all'antieconomicità di piazzare a bordo alberi tanto grossi da reggere la velatura necessaria a spingere le moderne navi da migliaia di tonnellate.Lo SkySails ha bisogno solo di cavi che lo proiettano fuori bordo, tra i 100 e i 300 metri sopra il livello del mare, dove i venti spirano con una potenza del 50% superiore; l'imbragatura è assicurata a prua della nave con un cavo di traino.
Qui finisce la parte «facile»: il problema del giovane inventore tedesco era come governare l'aquilone e permettere alla nave di manovrare. I primi esperimenti nel Baltico con piccole imbarcazioni furono disastrosi, tanto che nel 2002 Stefan Wrage quasi affondò sotto i debiti: 100 mila euro. Ma poi il prezzo del greggio ricominciò a correre e con il barile a 60 dollari qualcuno pensò che investire nel progetto poteva valere la pena. L'Oltmann Gruppe ci mise 10 milioni e Herr Wrage tirò fuori un sistema di pilota automatico computerizzato che ha dato ottimi risultati.

Le ultime prove sono in corso sulla Beaufort, una vecchia nave da 55 metri per 800 tonnellate, armata con un aquilone da 160 metri quadrati. L'anno prossimo il debutto commerciale con la Beluga, con l'obiettivo di mettere in mare fino a 1.500 mercantili a vento in dieci anni.

 



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