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Franco Russo Istruttore ISA
Stand up Paddle

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Le discipline del Kitesurf

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Premessa

Il kitesurf è una Specialità Sportiva nonché una settore della vela che consiste nel muoversi sull’acqua per mezzo di una tavola grazie all’azione propulsiva determinata del vento che agisce su di un particolare aquilone gestito dal kiter.
Questa disciplina unisce le tecniche del surf e del windsurf (ed anche di altri sport da tavola) con la tranquillità del veleggiare delle barche a vela, passando all’avventura quando ci si cimenta in session impegnative come l’andare per onde o l’uscire in mare con venti davvero forti (25/35 nodi).
Dall’inizio del kitesurfing ad oggi oltre ai materiali ed alle tecniche di gestione e di pilotaggio si sono affermate diverse discipline che in seno a questo sport ne hanno diversificato sia la costruzione/scelta dei materiali sia movimentato “l’andar per mare”.
Infatti attualmente qualsiasi kiter può, oltre che scegliere l’attrezzatura idonea, prediligere ed organizzare la disciplina a lui più confacente da mettere in scena per il puro gusto “dell’andar per mare”.

Le discipline del Kitesurf

Dopo un primo momento, in cui questa disciplina da neofita confluisce a sport per tutti e diviene di massima diffusione, si manifesta l’esigenza di diversificare le session svolte in acqua ed ecco il prendere a prestito dagli altri sport della tavola le varie abilità tecniche e tipologie di contest per venir fuori un elenco di discipline che consentono hai riders di divertirsi ed agli organizzatori di eventi sportivi di creare contest dove il kite assume un suo individuale progetto ed utilizzo.

Il Freestyle

Movistar Chile Kiteboard World Cup 2008.   Copyright: robertofloresti.com

Il Freestyle è la più molteplice e spettacolare delle discipline che garantisce azione e prestazioni estreme in una immensità di variabili, è considerato la disciplina “madre” del kitesurf ed è protagonista della maggior parte delle attuali competizioni.
È una disciplina in continua evoluzione che si rinnova costantemente con l’introduzione di nuove manovre sempre più spettacolari e difficoltose.
Il Freestyle consiste nel compiere salti, manovre ed evoluzioni con tecniche sempre più evolute.

Si distinguono due scuole di freestyle:
1-Old School: Le prime manovre ideate ed eseguite nel freestyle appartengono a questa scuola. Detto anche oldstyle è stato il primo stile praticato nel kitesurf ed è caratterizzato da evoluzioni “Hooked” cioè barra agganciata al trapezio, del tipo saltoni (big jump), togliersi la tavola in aria, rotazioni, kiteloop, camminare sull’acqua ecc.
 
2-New School: Le manovre sono più veloci, eseguite ad altezze ridotte rispetto alla old school, principalmente ereditate dal wakeboard, si effettuata “Unhooked”, dove la barra di controllo non è connessa al trapezio.

Tavole Freestyle, sono tavole progettate prevalentemente per saltare, quindi il loro principale obiettivo è fornire la spinta giusta nei salti ed un buon ammortizzamento negli atterraggi. In genere hanno una larghezza di 40-42 cm, un flex più rigido e soprattutto ottimizzato per dare più spinta nei salti.
L’Hangtime o Airtime è una specialità prevista nelle gare di freestyle, dove si misura  la quantità di tempo di permanenza in aria durante un salto.
Tutte le manovre del freestyle vengono chiamate “TRICK” ed ognuna di esse ha una precisa denominazione, grado di difficoltà, punteggio di gara e codificazione.
Il campo di gara nel freestyle è indicato da quattro boe che ne determinano un’area trapezoidale e viene stabilito in base alla direzione del vento dal Capo Giudice. La gara si svolge in manche ad eliminazione diretta.

Il Waveriding


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Il termine Wave, letteralmente onda in inglese, si addice alla specialità nella quale si surfano le onde (waveriding) o si saltano (wave jumping).
Per “Waveriding” si intende surfare le onde con l’ausilio di un kite e di una surfboard. Se questo tipo di stile viene praticato su onde di diversi metri, molto alte/grosse, diventa estremo e pericoloso.

Nel Wave l’atleta mescola le abilità del surf da onda e del windsurf saltando e surfando onde e frangenti. Questa specialità è forse la più spettacolare poiché permette al kiter di effettuare salti considerevoli e di chiudere evoluzioni (trick) totalmente fuori dall’acqua o facendosi trasportare dall’onda come nel surf (surf back side).
Le manovre e le terminologie sono uguali a quelle del surf da onda, oggigiorno tavole e kite sono specificatamente costruite e realizzate proprio per questa disciplina ed i contest rilevano la bravura nel surfare l’onda con le abilità e spettacolarità tipiche del surf puro. Gli atleti in gara vengono giudicati sulla base di una valutazione qualitativa della loro performance in acqua che tenga conto della difficoltà dell’esecuzione e del numero di manovre effettuate durante un tempo limite. Il campo di gara wave viene stabilito su carta nautica e illustrato dal Capo Giudice.
La tavola è una tavola da surf kite monodirezionale. Quest’ultima differisce dalle normali tavole da surf nella costruzione più resistente e dalla possibilità di togliere o mettere le strap. E’ possibile appunto surfare con le strap o senza (strapless), dipende dai gusti, dal tipo di onda e dall’esperienza. Ovviamente una surfata strapless è più elegante e naturale ma allo stesso tempo più difficoltosa.

Le tavole direzionali Surf sono tavole molto simili ad una tavola da surf, utilizzate per surfare le onde con il kite. Rispetto alle tavole da Surf da onda, le tavole direzionali da kitesurf hanno in genere una costruzione più resistente, poiché devono poter sopportare salti e vibrazioni dovute all’andatura, inoltre il loro shape deve permettere di bolinare.

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Il Race

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Il Race, detto anche Course Racing, è la nuova frontiera delle discipline del kitesurf, è stato introdotto nelle competizioni nel 2009 e consiste nel fare delle vere e proprie gare su distanze variabili.

Questa disciplina è costituita da velocità e da tecnica di regata, non una gara di stile o estetica delle manovre ma una competizione agonistica tra i più forti, i più veloci, un vero testa a testa, boa a boa.

Vengono utilizzate prevalentemente tavole monodirezionali particolari per il race e ali più performanti per la bolina e di generose metrature (16-18 mq). Le tavole direzionali Race sono tavole progettate per le regate, hanno un volume notevole, poppa molto ampia, dotate di 3/4 pinne di misure generose ed angolate. Queste caratteristiche si traducono in tavole che bolinano con minimo sforzo, planano prestissimo e sono estremamente stabili anche a grandi velocità. Le strap sono da due in linea, a quattro tipo windsurf con ampio il pad per facilitare il cambio di mure durante le strambate.

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Le Gare di Race sono disputate su un percorso di Bolina e Poppa, la distanza tra la boa di partenza e quella di bolina è di circa 800/1200 metri. La partenza avviene allineati dietro ad un Gommone giuria/start, si faranno due giri completi con l’arrivo in Poppa.
Il campo di gara Race è determinato da un partenza segnalata con due boe, un arrivo segnalato con due boe che possono coincidere con partenza e varie boe lungo il percorso che dovranno essere superate, sopravento o sottovento come indicato dal Capo Giudice.

Il contest si disputa preferibilmente nel triangolo olimpico e si da prova di abilità nella velocità in kitesurf. I concorrenti partono tutti insieme o in batterie.

La Long distance

Course Racing World Championship. Photo: event host/STFYC

È una vera regata come nella vela, gli atleti gareggiano lungo un percorso prestabilito, vince chi arriva primo.

In questa disciplina si usano le attrezzature già menzionate nel Race.

Lo speed

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Lo speed è una disciplina dove uomo e attrezzatura sono portati al limite estremo, alla ricerca di quel risultato assoluto che si finalizza nel miglior tempo possibile, Record di velocità.
Ogni anno grazie all’evoluzione dei materiali atleti di punta stabiliscono nuovi primati.
Solitamente ogni prova dura 90 minuti e se ne possono fare anche 3 o 4 nella stessa giornata.
Durante i 90 minuti tutti gli atleti faranno diversi passaggi tra due boe (inserite in un percorso obbligatorio), generalmente parallele alla spiaggia. Per la classifica di ogni match varranno i due passaggi più veloci di ogni atleta. La rilevazione dei passaggi avviene con un sistema elettronico.
La lunghezza del tragitto può essere di 250 o di 500 metri.
Per praticare la disciplina Speed bisogna avere tavole con una forma un po’ singolare, asimmetriche. Si tratta di una tavole direzionali e asimmetriche, in pratica solo un lato è utilizzabile per dare il meglio in velocità. La tavola è costruita in sandwich di carbonio per conferirle la massima rigidità.

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Il Freeride

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Il Freeride è il puro piacere di navigare trainati dal kite e con ai piedi una semplice tavola. Fare lunghi bordi in mare aperto, lontani dai rumori della città e della spiaggia, con il solo rumore della tavola che solca l’acqua. Un’attività adatta ad ogni età che non richiede particolari doti fisiche ne attrezzature troppo sofisticate.

Il Wakestyle

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Praticare il Wakestyle significa usare il kite su acqua piatta. Si esegue Unhooked (sganciati) e con il kite basso e in potenza.Il Wake Style è un insieme di evoluzioni che prendono ispirazione direttamente da tutto ciò che viene eseguito nel wakeboard, si sfrutta la combinazione di forze che derivano dalla trazione orizzontale (e non più verticale) del kite e dall’opposizione alla trazione stessa con il bordo sopra vento della tavola.
In questa disciplina si prevedere anche l’utilizzo di strutture fisse dette “Ostacoli” come rails, rampe, sliders e  kickers, tutte strutture tipiche del wakeboarding.
Le tavole, quando usate su strutture, non hanno montate le pinnette, sono progettate per manovre tipo wakestyle. Possono essere anche molto larghe, per offrire più superficie durante gli atterraggi violenti e possono essere montate con strap o binding. L’obiettivo principale è la spinta, anche a scapito di comfort, maneggevolezza o delle doti di bolina.

nik on thug

Per concludere

Va detto che ogni kiter ha un proprio repertorio di manovre più o meno ampio, spettacolare e tecnico, con trick ed abilità che spaziano da una disciplina all’altra.
Alcuni con più disponibilità e/o passione possiedono attrezzature differenziate per un uso normale e per discipline specifiche (Freestyle, Onda, Race ecc).
Non esiste un rider che non sappia fare un salto (freestyle) non vada per le onde (waveriding) oppure non faccia lunghi percorsi (Long Distance), quasi tutti, dunque, una volata usciti dal periodo di esordienti si mettono alla prova in trick o virtuosismi più o meno riusciti e/o spettacolari che movimentano le proprie session in mare, scatenando tra i vari praticanti una sana e silente competizione desiderando di primeggiare sugli altri e di fare i “fighi” per far colpo sugli altri rimasti in spiaggia a guardarli.

 



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