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Franco Russo Istruttore ISA
Stand up Paddle

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La  Progressione didattica nel Kitesurf

Cosa fare dopo il corso

Definizione di  progressione: Serie di manovre/trick da eseguire in successione in ordine di difficoltà crescente.
 
Spesso, affrontando una manovra o un trick, non si dà importanza nemmeno un po’ quali siano i pre requisiti (capacità) necessari per eseguirla al meglio.

Sappiamo che il Kitesurf non è uno sport sempre innocuo, se non sufficientemente allenati, bravi nei movimenti base, si rischiano traumi e conseguenze dolorose che potrebbero tenerci lontano da questa disciplina anche per parecchio tempo.

Che poi le progressioni non siano uguali per tutti è vero, ma un minimo di informazioni (generali) si devono avere, occorre conoscere didatticamente e bene la manovra che si vuole eseguire prima di cimentarsi per esempio, in un ardimentoso handle pass.

Sarebbe dunque opportuno possedere una scheda di valutazione per registrare i progressi fatti man mano che sviluppiamo in acqua le varie manovre.
Un partner esperto, da terra ci osserva e trascrive oggettivamente la valutazione della/e manovre effettuate per poi individuare, una volta a terra, i progressi effettuati durante l’allenamento.

Scarica la scheda


Il ragionamento varrebbe anche per chi inizia a fare kitesurf, valutando step by step i progressi fatti, dalla gestione dell’ala a terra ai primi bordi in mare.

E non è solo questione di professionisti o di “dilettanti allo sbaraglio” perché i trick ormai si sono miscelati tra di loro, tra manovre proprie del Kitesurf e manovre traghettate dal Wakebord per passare dal freestyle dello skateboard ecc.

Volendo compilare una “Progressione didattica standard” potremmo elencare:

1) Partenze dall’acqua
2) Tecnica della bolina – Assetto del corpo
3) Saper saltare sia a mure dritta che a sinistra ed atterrare correttamente
4) Andatura Fakie
5) Rotazioni
6) Salto con grabs… To be continued

A questo punto sapendo eseguire bene i punti precedenti, che sono propedeutici per andare avanti nei trick spaziali, si passa alle manovre più complesse dove su un manovra si inseriscono altre figure come per esempio tabel- top con atterraggio in fakie.

L'idea sarebbe quella di stilare una scaletta di esercizi/manovre personali, compilata secondo: le preferenze, lo stile, le capacità e non per ultimo il coraggio e la forma fisica che si possiede. Ovviamente la progressione deve essere tale da farci passare da un trick all’altro con consapevole difficoltà e sapendo eseguire alla perfezione l’esercizio precedente. È inutile avere in repertorio tutta una serie di figure ... che poi non ne chiudi neanche una !!!

Molti kiter infatti stanno a scervellarsi (in tutti i sensi) su manovre per le quali sostanzialmente non hanno le basi sufficienti per garantirsi un minimo di speranze di successo. Già dalle prime uscite e dai i primi salti si dovrebbe aver capito e sperimentato qualche trikkettino propedeutico che ci porti piano piano a compiere i successivi, esempio il salto sul choppettino ci aiuta a saltare in alto, lo slesciare la tavola ci fa proseguire in sicurezza in fakie ecc.

Un'altro metodo utile è conoscere le manovre fondamentali (detti fondamentali tecnici) tipo la tecnica per saltare, fare le transizioni e così via ... dividendole per famiglie cioè alcune sono essenziali e le altre sono semplici varianti a livelli superiori di difficoltà e complessità.

Alcuni atleti Pro consigliano di eseguire gli esercizi a secco prima di entrare in acqua, chiarendo immediatamente eventuali dubbi di esecuzione. Una volta in acqua sapremo esattamente i passi da compiere per chiudere la manovra. Un boma attaccato ad un albero con un vecchio materasso sotto potrebbero fare al caso nostro.

Per redigere tale classifica e per “studiare” ci si può avvalere dei video didattici (DVD), alcuni filmati sono realizzati in modo tale che sono già sistemati in ordine di crescente difficoltà. Visionandoli a rallentatore trasformano i vari movimenti in abbastanza "facili", inoltre i video consentono di capire/vedere in maniera totale i vari passaggi delle manovre magari con un meraviglioso “fermo immagine”.

 

 



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