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Franco Russo Istruttore ISA
Stand up Paddle

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WINDSURF
              


GENERALITA’

Windsurf, Sport nel quale l'atleta, in piedi su una tavola da surf opportunamente modificata a cui è fissata una vela, si muove sulla superficie dell'acqua con l'aiuto del vento. Il windsurf, derivato dallo sport della vela, è forse una delle invenzioni più rivoluzionarie tra le imbarcazioni sportive degli ultimi anni; riducendo al minimo le dimensioni dello scafo senza sacrificare la superficie velica, il windsurf consente di raggiungere elevate velocità, compiere agili manovre e fornire prestazioni acrobatiche. E’ uno sport alla portata di tutti: per iniziare è importante apprenderne le prime nozioni in una buona scuola, avere confidenza con l’acqua ed un minimo di allenamento fisico.Le gare di windsurf sono suddivise in regate, slalom, gare su onde (waveridig) e gare di velocità.

DESCRIZIONE

Un windsurf è composto da una tavola, la cui lunghezza può variare da 2,50 a 3,80 m, fatta un tempo di legno e oggi di materiali come la fibra di vetro e il kevlar (una fibra di carbonio); la vela, che può essere più o meno grande e leggera, con misure che vanno dai 3.0 mq a 11.0 mq circa, con o senza stecche; l'albero di vetroresina, alluminio o carbonio è fissato alla tavola con uno snodo; il boma, di forma ellittica è fissato all'albero e alla vela (il rig) e permette la conduzione e la manovra del rig; la deriva, presente nelle tavole più lunghe rende più stabili le tavole e migliora la conduzione. Nei lunghi tragitti è previsto che il surfista, si agganci con il trapezio alle scottine poste sul boma. Con il windsurf si possono tenere le stesse andature proprie della vela e cioè si può andare al traverso, quando il vento è perpendicolare alla direzione di avanzamento della tavola; di poppa, quando si ha il vento alle spalle; di bolina, se dal traverso si avvicina la prua della tavola al punto da cui proviene il vento, e al lasco, se dal traverso si allontana la prua della tavola dalla direzione del vento.
La classificazione più basilare di una tavola da windsurf viene effettuata in base al volume o litraggio : si dicono litri di una tavola i chili di peso che può reggere senza affondare. Chiaramente, più piccola è la tavola meno saranno i suoi litri (e di conseguenza sarà più difficile da condurre) e più vento occorrerà per planare.
Una tavola con un maggior litraggio consente di planare anche con venti molto deboli mentre all'aumentare dell'intensità del vento la tavola con un litraggio inferiore è da preferire in quanto mantiene un assetto stabile e risulta più manovrabile.

AGONISMO

Le specialità del windsurf sono le seguenti:
Freestyle: si usa una tavola molto corta e quindi molto maneggevole e si compiono strabilianti evoluzioni dai nomi esotici come vulcan, table top, Spock. Lo slalom è la specialità più praticata: consiste nell’andare avanti e indietro su uno specchio d’acqua (a volte si raggiungono velocità di 70-80 km/h) compiendo della velocissime manovre di virata e rifacendo il percorso in senso opposto. Anche il Bump Jump (salti) richiede grandi doti tecniche e fisiche, infatti si può praticarlo quando il vento soffia ad almeno 40 km/h, il mare è agitato e in queste condizioni i surfisti possono compiere salti, raggiungere velocità molto alte e ad effettuare il giro della morte (LOOPING).

UN PO’ DI SCUOLA

La Planata

La planata non è altro che un comportamento idrodinamico della tavola, la quale, acquistata velocità sufficiente, non naviga più, bensì scivola quasi "rimbalzando" sulla superficie dell' acqua.
Tutto dipende dalla "portanza" ovvero una forza perpendicolare alla tavola ed orientata verso l'alto. 
La portanza contrasta con la forza peso dell' attrezzatura sommata a quella del surfista stesso.
Maggiore è la velocità della tavola e più intensa sarà la portanza, superata una soglia "critica" la tavola inizierà a planare.
La velocità, a questo punto aumenta ulteriormente, vista la radicale diminuzione degli attriti ( la superficie della tavola che tocca direttamente l' acqua è minima).
Quando si plana, la tavola lascia dietro di sé una marcata scia.

Orzare e Poggiare

Impariamo a dirigerci nella direzione voluta, quindi a governare l'attrezzatura.
Per dirigere la tavola nella direzione voluta è necessario imparare ad ORZARE ed a POGGIARE, nonché capire il motivo per cui la tavola "gira".
Se orziamo, la tavola girerà verso la direzione di provenienza del vento, finché non si posizionerà prua al vento.
Per ORZARE è necessario portare l'albero verso poppa, in modo da spostare il centro velico verso di essa. Se invece poggiamo, la tavola girerà in modo da allontanarsi dalla direzione di provenienza del vento ed andrà sempre più "con il vento", fino a raggiungere l'andatura di poppa.
Per POGGIARE è necessario portare l'albero, quindi anche la vela, verso prua, spostando il centro velico verso di essa.
Il centro velico non è altro che il punto, immaginario, della vela in cui si concentra la forza di spinta esercitata dal vento:
Notiamo che la tavola ruota in una direzione oppure nell'altra conseguentemente allo spostamento verso prua , se poggio, o verso poppa, se orzo, del centro velico.
Ciò fa sì che la spinta della vela si concentri maggiormente verso l'una o l'altra estremità della tavola e che  facendo "perno" sulla deriva, la tavola cambi direzione.


 


 


Le Andature

Una delle condizioni indispensabili per imparare la pratica del Windsurf è sicuramente avere qualche nozione di base sulle andature della tavola rispetto al vento.

Le andature fondamentali sono QUATTRO:
1. Bolina  (45° rispetto alla direzione di provenienza del vento)
2. Traverso (90° rispetto alla direzione di provenienza del vento)
3. Lasco (135° rispetto alla direzione di provenienza del vento)
4. Poppa  (180° rispetto alla direzione di provenienza del vento)
NON è possibile, naturalmente,  navigare contro vento!!!

In ogni caso, è possibile "risalire" il vento, ovvero dirigersi in direzione della sua provenienza, tramite  una serie di boline. In Windsurf l' andatura più veloce è generalmente il Lasco, quelle più lente invece sono Poppa e Bolina. 
Sulle moderne tavole Funboard, possiamo dire che si tende a non effettuare quasi mai l' andatura di poppa, sia perché lenta, sia perché richiede un buon equilibrio, difficile da mantenere su tavole dotate di poco volume.
Per iniziare la planata, generalmente è consigliabile prendere velocità al Lasco e poi iniziare a "stringere" il vento, cioè portandosi al traverso e quindi di bolina.


La terminologia

Cominciamo ad imparare la terminologia di base per poter apprendere la pratica del Windsurf.
Qui di seguito ecco una rappresentazione stilizzata di una tavola da Windsurf indicando i nomi tecnici delle sue principali componenti:La scotta di recupero serve per tirare su la vela dall'acqua.
Il boma è ciò che ci permette di tenere su la vela, afferrandolo con le mani. 
La pinna serve per dare direzionalità alla tavola, mentre la deriva, che è a scomparsa, cioè può essere anche "eliminata" tirandola su, rappresenta una vera e propria "resistenza all' avanzamento", indispensabile sulle tavole per i principianti o comunque adatte a venti deboli, per riuscire a mantenere una certa direzionalità, soprattutto  quando si vuole stringere il vento (ovvero andare di bolina senza "scarrocciare"). 
In andatura l'albero è posizionato  "verso prua", come in  figura, ed il surfista si trova schiena al vento. 


UN PO’ DI STORIA

La prima tavola per windsurf venne messa a punto negli Stati Uniti, alla fine degli anni Sessanta con il nome originale di Volavela, nacque dalla mente di James R. Drake nel 1967, sull'autostrada di San Bernardino, nei dintorni di Los Angeles. Drake pensò di unire un boma a wishbone (a forcella) con un giunto cardanico (snodo) per governare in piedi una tavola a vela. I materiali utilizzati furono dapprima il legno, la stoffa nautica (la stessa usata per le barche a vela) e alcune corde per imbarcazioni.
Ma alcuni ritengono che l’inventore sia stato il celebre nuotatore e surfista hawaiano Duke Kahanamoku (1890-1968). Oggi questo sport è diventato popolarissimo in tutto il mondo. Il windsurf entrò a far parte delle discipline olimpiche maschili nel 1984, con l'edizione di Los Angeles; le donne iniziarono a gareggiare nel 1992, ai Giochi di Barcellona. L’atleta italiana più conosciuta è Alessandra Sensini, pluricampionessa del mondo, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Sydney del 2000 e nuovamente medaglia di bronzo ai Giochi di Atene del 2004.
A livello mondiale, il windsurf è governato dalla ISAF (International Sailing Federation), mentre in Italia è rappresentato dalla FIV (Federazione Italiana Vela).


       BOMA
 
 
   VELA  MISURE DA Mq 3.0 A 12.5 
 

       SNODO CON BICCHIERE PER COLLEGAMENTO ALBERO/TAVOLA
 

       ALBERO SCOMPONIBILE
 
 
   SCOTTINE PER L’ATTACCO DEL TRAPEZIO AL BOMA
 

       TRAPEZIO
 
 

 

 



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