Home



Franco Russo Istruttore ISA
Stand up Paddle

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player


 

 

 

 


I principali muscoli che vengono adoperati nel Kitesurf

Premessa:

Il  Kitesurf tiene in attività tutto il corpo, anche se a torto si ritiene che durante l’andatura si sta fermi e la trazione dell’ala è concentrata solo nel trapezio.
In effetti quello che va valutato non è la sola navigazione ma tutto l’insieme del gesto atletico che coinvolge tutti i distretti muscolari, sopratutto nei primi tempi, dedicati prevalentemente all’apprendimento e che vedono indistintamente la partecipazione di tutte le aree muscolari.
Se consideriamo poi, la pratica del kitesurfing tra le onde e nell’esecuzione di trick complessi, la percentuale di muscoli coinvolti sale parecchio. In questo caso non è il solo muscolo ad essere reclutato, ma subentrano: la coordinazione muscolare, i tempi di reazione, la forza e l’abilità propriocettiva (la propriocezione rappresenta la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista).


Vediamo in dettaglio i principali muscoli impiegati e il loro ruolo:

Gambe: Sono piuttosto sollecitate muscolarmente, durante l’apprendimento e per le frequenti lunghe camminate che si è costretti a sostenere, dovendo risalire la spiaggia per raggiungere il punto di partenza quando ci si è allontanati parecchio dallo spot iniziale.
Un'altra sollecitazione avviene sia durante le long distance che durante le impegnative session di waveriding.

Addominali: Sono sempre in tensione sia per stabilizzare il corpo che durante le prove di partenza dall’acqua e poi durante tutta la session in sinergia con i lombari.

Dorsali:  Lavorano sempre, dato che sono in tensione continua per il trattenere con le mani la barra davanti a noi e gestirla nei vari comandi dati all’ala.

Pettorali: Lavorano insieme alle braccia per il lavoro di coordinazione dell’ala, sia durante la conduzione in mare che a terra nella gestione del kite.

Braccio - Avambraccio – Deltoidi: I tre distretti corporei si tengono in esercizio sempre: nella fase di montaggio dell’ala, nella gestione del kite in volo, lavorano durante la conduzione in mare per la gestione dell’ala. Sono impiegati per nuotare in caso di caduta dell’ala o rientro in spiaggia per avaria o altro incidente al kite.
Durante il rientro a piedi sulla battigia, con l’ala allo zenit e la tavola trasportata a mano, si ha la trazione dell’ala che si contrasta sia con le braccia che con tutto il corpo.

Schiena: La schiena è sempre sollecitata; nel tenere l’ala allo zenit, durante le prime fasi d’apprendimento e come punto d’applicazione delle forze scaricate dal trapezio.

Consigli utili:

  • Frequentare abitualmente una palestra per rafforzamento il tutto il corpo.
  • Dedicare del tempo alla forma aerobica per una resistenza cardiovascolare.
  • Incrementare le uscite in mare per allenare “sul campo” i vari distretti muscolari impiegati.
  • Col tempo affrontare, nelle nostre session, situazioni sempre più impegnative proprio per elevare la condizione fisica già preparata negli allenamenti indoor e in mare.
  • Effettuare prima e dopo della session in mare del riscaldamento o effettuando dello Stretching o una corsetta leggera (5 min) e/o degli esercizi a corpo libero.
  • Regolare le cinghie delle strap in modo tale da ridurre la tensione alle ginocchia.
  • Regolare bene intorno alla vita (trapezio seat o waist) per ridurre le sollecitazioni al cingolo pelvico. (Cingolo Pelvico:  Parte dello scheletro che raccorda la colonna vertebrale agli arti inferiori).

Naturalmente per qualsiasi attività di palestra è sempre meglio affidarsi ad istruttori qualificati e secondo un training appropriato alle proprie capacità.
Una visita medico-sportiva poi sarebbe auspicabile sia per la pratica del Kitesurf che per quella di palestra.

Un altro consiglio è quello di affrontare le session impegnative per gradi, passando, per esempio, da 15 ai 25 nodi o dal cioppetto all’onda gradatamente, sia preparati fisicamente che con l’attrezzatura idonea ed efficiente.

 

 



WINDREPORT:

 

©2006 Kite-tecnica.it - Franco Russo
Web design by Mario Rubbino